RECOVERING VALUES

ISABELLA PERS e NADA PRLJA

“Recovering values”

Studio BBS-Lombard, Viale Premuda 46, Milano

 

 

ISABELLA PERS e NADA PRLJA
RECOVERING VALUES


 1° dicembre 2022 – 28 febbraio 2023

presso BBS-Lombard, Milano

 

Inaugura il 1° dicembre 2022 nella sede milanese di BBS-Lombard, studio di consulenza strategica per le organizzazioni artistiche e culturali, la doppia personale di Isabella Pers e Nada Prlja intitotala “Recovering Values”, in collaborazione con aA29 Project Room (fino al 28 febbraio 2023). In mostra un corpus di opere recenti che guardano alle circostanze del presente, in particolare, alla crisi ambientale e allo sfruttamento delle risorse del pianeta, che portano a mettere in discussione anche il sistema dell’arte e a ripensare alle modalità di produzione delle opere.

“Recovering Values” ci induce a visualizzare della realtà ciò che normalmente viene accantonato, o si finge di non vedere perché ancora difficile da accettare, in un flusso di idee, azioni e narrazioni che conducono lo spettatore controcorrente ad attraversare le maglie dell’iperconsumo, per spingersi oltre. Il valore (value) è un termine che ci connette inevitabilmente alla vendita di oggetti e di merci, ma anche alle stesse opere d’arte e, in senso figurato, all’importanza che diamo alle cose e alla vita. L’idea del “recupero” (recovering), invece, fa riferimento all’utilizzo di materiali preesistenti, anche e soprattutto durante il processo di realizzazione di un’opera, un’attenzione e una sensibilità che non deve mancare all’artista, specialmente in un momento storico come quello che stiamo attraversando. Recovering è anche un aggettivo che racchiude in sé il senso di temporalità e di cura: si recupera non solo un oggetto, ma anche un concetto, un’idea del passato che va preservata perché aiuta a leggere il presente.
Le opere delle due artiste parlano di “sovrapposizioni geografiche” e di “mappature temporali”.

Isabella Pers affronta il tema del cambiamento climatico e dell’innalzamento del livello dei mari in maniera lirica, guardando alla complessità ambientale come un unico insieme organico, in cui le infinite connessioni tra situazioni apparentemente lontane diventano un luogo di rivelazione. Nell’installazione “La radice è nell’aria” sovrappone geografie distanti, ma dai destini molto simili: l’Italia nord-orientale colpita violentemente dalla tempesta Vaia nel 2018 e le isole dell’Oceano Pacifico che stanno pian piano scomparendo sotto il livello del mare. Il punto di partenza di questa serie di opere sono in parte le fotografie scattate da alcuni attivisti di Kiribati sulla situazione tragica dei villaggi sommersi. 

Nada Prlja traduce i disastri ambientali con un linguaggio concettuale. Nell’opera “Disaster Diary II” utilizza le pagine del quotidiano Metro di una data specifica (15 aprile 2004), recuperate nella metropolitana londinese, in cui si faceva riferimento ad un evento che ha sconvolto il mondo: l’attentato terroristico di Madrid dell’11 marzo del 2004. L’artista ha rielaborato le pagine del giornale, ricoprendole con campiture di colore acrilico magenta che riportano le date di alcuni disastri ambientali in vari paesi del mondo, tra cui il ciclone del 2013 in Vietnam, lo Tsunami del 2011 in Giappone, il ciclone del 2013 in Cina. È un cancellare le informazioni di cronaca del passato, ma non del tutto: rimane visibile la data del quotidiano. È un passato che viene dunque portato con sé, che viene riciclato nel presente, perché non può essere dimenticato e perché una traccia di quell’evento è rimasta in noi. 

Con “Recovering Values”, dunque, le due artiste affermano che non abbiamo più tempo di seguire scelte arbitrarie, ma dobbiamo affrettarci a fare quelle giuste: gli eventi della nostra contemporaneità, infatti, sia sociali che ambientali come le catastrofi naturali, si manifestano a noi nella loro dimensione “perturbante” (Amitav Ghosh, “La grande cecità”) e la realtà è già di per sé più distopica di qualsiasi romanzo. Allora, ritrovare il senso di circolarità, di giusto ritmo, cercare di ridefinire una scala di valori più veri e sinceri, anche all’interno del sistema dell’arte e oltre al capitalismo, può portarci fuori dalla crisi. 

La doppia mostra personale vuole essere anche da incentivo e stimolo per una presa di posizione e per riflettere su un importante quesito: quale valore e funzione ha l’arte oggi? 

In occasione dell’inaugurazione della mostra sarà presentato il numero 10 della rivista pubblicata dallo studio ÆS Arts+Economics, dedicato all’impatto ambientale dell’arte e della cultura. Il numero raccoglie i contributi di importanti rappresentanti delle varie discipline artistiche, dall’arte al design, dalla musica alla letteratura.

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