Animo convulso, Matilde Sambo

Matilde Sambo

Animo convulso

 

Dal 15 dicembre 2020 al 30 novembre 2021

Cappella dei Notai – Galleria d’Arte Moderna Achille Forti di Verona

Testo di Patrizia Nuzzo

 

MATILDE SAMBO 

 

Animo convulso 

Cappella dei Notai della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti di Verona 

 

Matilde Sambo – vincitrice del Premio Level 0 del 2019 – è l’artista selezionata da Patrizia Nuzzo all’interno del format di Art Verona, che ogni anno viene ospitato all’interno della splendida cornice della Cappella dei Notai a Palazzo della Ragione, luogo di storia e di cultura dove gli artisti hanno modo di confrontarsi con la ricchezza iconografica e architettonica del ciclo decorativo realizzato tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento. Sono gli affreschi delle grandi lunette di Louis Dorigny Il miracolo del carro tirato dai buoi indemoniati e Il miracolo della coppa ad ispirare l’artista per la realizzazione dell’installazione dal titolo Animo Convulso: dall’iconologia del ciclo pittorico – in quelle immagini convulse dove le forze del Bene (San Zeno) e del Male (il Diavolo) si incontrano e si scontrano – nasce e si articola il progetto espositivo della Sambo, caratterizzato da elementi scultorei e sonori. È proprio nell’indagine degli opposti – luce/ombra, bene/male, presenza/assenza, totalità/ frammento – che si colloca l’intera ricerca dell’artista, consapevole che, nella dialettica serrata degli elementi antitetici, possa scaturire la vera “luce” delle cose, quella possibile autentica verità che si “abbevera” di tutto ciò che appare contraddittorio, ma d’altra parte necessario al raggiungimento di un pur fragile e labile equilibrio.

L’installazione si compone di tre elementi: il diadema, il frutto dell’Artiglio del Diavolo ed infine un audio sonoro.
Il diadema – elemento regale che, al pari della corona, è simbolo di dignità e autorevolezza – in questo caso viene ad assumere, nella sua forma a punte uncinate, un significato enigmatico proiettandoci in una sorta di età medioevale, in quella vertigine dei silenzi che quei luoghi e tempi, pregni di luce e ombre, rievocano nell’ansia di una dimensione trascendentale spesso invocata e a tratti raggiunta.

Il frutto essiccato dell’Harpagophytum Procumbens, il così detto Artiglio del Diavolo, pianta miracolosa del Sud Africa, ha anch’essa forti significati ambivalenti: utilizzata sin dall’alba della civiltà per le sue potenti proprietà anti-infiammatorie, in natura, con la sua forma uncinata, può procurare ferite e dolore. Una natura, dunque, dalla duplice entità ed essenza: benefica e risanatrice, ma anche crudele e distruttrice.

La parte sonora registra il“passaggio”, il calpestio dei visitatori sul pavimento originario in legno della Cappella dei Notai: il suono, che allude ad una sorta di danza ritmata, ci riporta ad un hic et nunc, un presente reale, ma al tempo stesso astratto, dove la dialettica tra l’arte storica e contemporanea ci pone al di là della cronaca e dentro la storia delle idee.

 

Motivazione della scelta (Premio Level 0 2019)

“Per lo sguardo di meraviglia capace di abbracciare le cose del mondo e della natura attraverso una ricerca delicata e, al contempo, potente. Il frammento – la sineddoche – diventa l’espressione delle fragilità e delle contraddizioni della contemporaneità: ecco dunque che l’oggetto trovato per strada, la reliquia, l’amuleto si prestano ad essere strumenti per esaltare la vita, i suoi continui mutamenti in un processo di esorcizzazione della morte e del suo inesorabile“non ritorno”.

 

Sito del museo: gam.comune.verona.it

 

 

 

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