The Multinatural Shape Of Tomorrow

The Multinatural Shape Of Tomorrow

Sasha Vinci
Index

SASHA VINCI: FROM UTOPIA TO MULTINATURALITY by Sarah Corona (8)

SASHA VINCI: DALL’UTOPIA ALLA MULTINATURALITÀ di Sarah Corona (15)

THE MULTINATURAL SHAPE OF TOMORROW (18)

THE MAGNIFICENT BREATH (32)

THE MAGNIFICENT FLIGHT (40)

ABYSS NATURE (54)

BRING A FLOWER TO NEW YORK CITY, THEN ANOTHER HUNDRED AND A THOUSAND MORE by Diego Mantoan (60)

PORTA UN FIORE A NEW YORK, POI ALTRI CENTO E ANCORA MILLE di Diego Mantoan (70)

BIOGRAPHY (80)

INDEX WORKS (82)

Credits

CURATELA  Sarah Crown e Diego Mantoan

CATALOGO STAMPATO da Kromatografica

OPERE DELL’ARTISTA Courtesy aA29 Project Room

Sasha Vinci: Dall’Utopia alla Multinaturalità

di Sarah Corona

 

L’artista contemporaneo Sasha Vinci è interessato agli aspetti di esistenza relativi a  questo mondo.

Nell’Utopia costituita da Vinci gli esseri umani vivono semplicemente, così come si usava fare nell’antichità: lavorano e nel loro tempo libero giocano, leggono e socializzano. Altri passatempi, come il gioco d’azzardo e la caccia, vengono invece disapprovati. Essi, poi, pensano a come procacciarsi il cibo e possiedono solo ciò che è  necessario, il loro consumo è dunque moderato. Questo modo di vivere utopico si trova  esattamente agli antipodi del nostro stile di vita attuale che invece dipende da una società fortemente capitalistica, che fonda la sua esistenza sul consumismo e che sfrutta ogni creatura vivente – animali, piante, esseri umani e perfino la mente umana – per una mera fonte di guadagno. Questa società ha ormai da tempo preso le distanze da un’armoniosa convivenza con tutte le risorse naturali disponibili.

 

Nel saggio Vita Activa. La condizione umana Hannah Arendt scrive: “Gli uomini e non l’Uomo vivono sulla Terra e abitano il mondo”, il che significa che la pluralità non rappresenta un semplice aspetto, ma una vera e propria condizione immanente degli esseri. Questa pluralità è la legge della nostra esistenza e tuttavia noi uomini non abbiamo ancora imparato a convivere con essa.

 

Molti artisti contemporanei si misurano con l’attuale realtà sognando un’Utopia e cercando delle possibili soluzioni attraverso l’immaginazione. Questo genere di artisti operano con la consapevolezza che noi tutti abbiamo preso parte all’Antropocene – una nuova era geologica segnata dall’irriducibile impatto dell’attività umana sulla Terra. Le loro creazioni di eco-arte osano là dove scienziati, politici e ambientalisti non hanno il coraggio di spingersi; e si prefiggono l’obiettivo d’indicare una via che conduce a un futuro più ecologicamente sostenibile.

 

Anche la pratica artistica di Vinci corrobora queste idee che trattano d’ecologia sostenibile, d’Utopia e d’Antropocene. Vinci prende come punto di partenza l’intima memoria dell’esistenza per evolvere in una molteplicità di visioni e disvelare il dolore e le contraddizioni sociali tipiche della nostra epoca. Esaminando con la lente propria di un antropologo gli habitat naturali di un tempo, l’ambiente, così come il paesaggio urbano, l’artista raccoglie dati, storie ed elementi che vengono tramutati, più tardi, in icone d’altri tempi, caricati dall’urgenza di ricordare agli esseri umani delle loro radici e  della loro attuale esistenza e offrendo un’opportunità di visualizzare una nuova condizione esistenziale per tutte le specie che abitano il pianeta.

 

Nella sua più recente serie di lavori, realizzata nel nordest degli Stati Uniti, vicino a New York, Vinci desidera approfondire la riflessione sull’incessante violenza dell’umanità nei confronti dell’ambiente. L’artista classifica differenti specie di piante e di animali in pericolo d’estinzione e li rappresenta sotto o sovra-posti a figure geometriche vistose e sgargianti. Operando in tal modo Vinci propone un alfabeto visuale nel tentativo di (ri)costruire una relazione che si spinge oltre i confini della dimensione umana, verso una prospettiva diversa, il cosmo dell’alterità.

 

Giallo, arancione e rosso sono colori ricorrenti nei suoi disegni. Le forme a diamanti, così come gli oggetti poliedrici costituiscono spesso la base per le rappresentazioni di forme di vita terrene che riportano alla mente vecchi manuali di scienziati o di studenti. Grazie a questo immaginario Vinci riesce a essere credibile attingendo alla memoria collettiva degli spettatori e contemporaneamente instilla in loro perplessità e incertezza,  invitandoli a entrare in quel mondo di meraviglia e di stupore che solo l’Utopia può avere. Le sue sognanti e talvolta surreali visioni di esseri viventi non-umani o post-umani, fluttuanti in uno spazio bianco e vuoto, si completano vicendevolmente attraverso lo sguardo dell’osservatore. I disegni di Vinci aprono un varco tra l’ordine e il caos che permette di visualizzare una nuova condizione esistenziale per tutte le specie che abitano questo pianeta.

 

Nella struttura sociale in cui viviamo oggigiorno la natura è qualcosa di differente ed esterno rispetto all’essere umano, qualcosa su cui l’umanità impone il proprio dominio.

Questo sistema, che prevede l’essere umano al vertice della piramide ecologica, non può garantire la sopravvivenza dell’umanità nel futuro. L’arte di Vinci aspira a rivelare che se noi vogliamo immaginare una possibile salvezza per l’umanità dobbiamo superare velocemente l’era dell’Antropocene e ripristinare gli equilibri naturali pre-determinati. Questo significa superare il nostro sistema egocentrico per riprendere a vivere unicamente in base all’ecosistema naturale.

Il sistema culturale proposto è, perciò, un mondo “multinaturale” in cui il senso d’alterità e di pluralità permeano la vita e nel quale l’umanità esercita un profondo rispetto nei confronti di tutti gli altri esseri viventi. “Noi spesso parliamo di pluralità di culture, ma ci dimentichiamo da dove proveniamo e dove andremo, che è natura” – afferma Vinci. La sua arte suggerisce che è di vitale importanza parlare di una pluralità della natura e di sostenibilità. Con queste linee guida a mente i lavori di Vinci diventano così dei “segni” luminosi che offrono sentieri alternativi e mondi possibili e immaginano una nuova forma d’umanità necessaria a travalicare la devastante era dell’Antropocene.

 

Proponendo la sua arte al cospetto del pubblico, questa mostra accresce la natura poetica del lavoro di Vinci, apportando un’esperienza esteticamente accattivante all’interno di un luogo artificiale di lavoro; ispirando a reinserire la natura in un mondo industrializzato. Mescolare arte, natura e luogo di lavoro rievoca dunque l’approccio personale di Vinci a coniugare la sua arte alla pluralità e a prendere le redini del discorso, facendo riflettere lo spettatore su un futuro possibile e differente.

 

L’arte di Vinci comunica al suo pubblico la magnificenza della natura, la meraviglia dei possibili incroci e connessioni tra flora, fauna e umanità attraverso colori, forme e icone di bellezza che contengono un messaggio di speranza per il futuro e, al contempo, una rivoluzione per il presente.

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