{"id":6490,"date":"2022-02-07T09:55:17","date_gmt":"2022-02-07T09:55:17","guid":{"rendered":"https:\/\/aa29.it\/?p=6490"},"modified":"2022-02-07T09:55:17","modified_gmt":"2022-02-07T09:55:17","slug":"caduta-leggera-e-sorprendente-ascesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/aa29.it\/journal\/caduta-leggera-e-sorprendente-ascesa\/","title":{"rendered":"Caduta leggera e sorprendente ascesa"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_animation=&#8221;none&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column][vc_single_image image=&#8221;6497&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_animation=&#8221;none&#8221; css_animation=&#8221;&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1573153216710{margin-top: 45px !important;}&#8221;][vc_column][vc_row_inner row_type=&#8221;row&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; use_row_as_full_screen_section_slide=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1573153222852{margin-top: 25px !important;}&#8221;][vc_column_inner width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]<a href=\"\/aa29\/journal\" target=\"_self\" data-hover-background-color='#121212' data-hover-border-color='#121212' data-hover-color='#ffffff' class=\"qbutton  small move_icon qbutton_with_icon\" style=\"color: #121212; border-color: #121212; background-color: #ffffff;\">Torna a Journal<i class=\"qode_icon_font_awesome fa fa-chevron-left button_icon\" style=\"\" ><\/i><\/a>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h1>Caduta leggera e sorprendente ascesa<\/h1>\n<p>di Lara Gaeta[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1644227658588{margin-top: 22px !important;}&#8221;]Se si volesse rappresentare in maniera sintetica e astratta la performance di Sasha Vinci <em>\u201cIl corpo elettrico\u201d<\/em> del 10 settembre 2021, ideata e realizzata insieme al musicista Vincent Migliorisi per la Sala dell\u2019Ercole e del Toro Farnese del MANN, in occasione del finissage della sua mostra personale <em>P.P.P. POSSIBILE POLITICA PUBBLICA (A Pier Paolo Pasolini)<\/em>, la si potrebbe dipingere semplicemente con due vettori di pari lunghezza, uno che sale e l\u2019altro che scende.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La struttura bionica nera, che ricopre e trasfigura il corpo dell\u2019artista, \u00e8 allo stesso tempo pesantissima e leggera. Spinge il corpo verso il basso &#8211; anche se fatica e sofferenza sono\u00a0 celate sul volto da una maschera geometrica &#8211; ma allo stesso tempo i due schermi, sorretti dall\u2019artista durante il corso della performance, si dispiegano come ali, alludendo al volo, all\u2019ascesa e alla necessit\u00e0 di spingersi oltre i limiti e confini del proprio corpo. Il riferimento intuitivo e immediato va a quelle figure mitologiche e alate, d\u00e8i e semidei che arricchiscono le collezioni dei musei archeologici quali il MANN.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I due vettori, che rappresentano due forze che spingono contemporaneamente verso l\u2019alto e il basso l\u2019artista, si ritrovano visualmente anche nei due schermi che trasmettono lo stesso video che scorre da un lato normalmente e dall\u2019altro al <em>reverse<\/em>: una caduta leggera e posata, e poi un\u2019ascesa, un levitare sorprendentemente innaturale di piume rosse, immerse in uno spazio bianco, nel vuoto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questi flussi d\u2019energia, uguali e opposti, si completano nel \u201ccorpo elettrico\u201d, che \u00e8 un corpo di carne e di metallo, un corpo potenziato, che accoglie l\u2019energia della corrente elettrica e di quella delle persone che lo circondano e che ne entrano in contatto in vario modo, in piena libert\u00e0. Le gestualit\u00e0 e i movimenti del pubblico verso il corpo dell\u2019artista vengono ritmati dal suono acustico della chitarra di Vincent Migliorisi, che accompagna dal vivo l\u2019azione performativa. In sottofondo, invece, si ascolta la voce registrata, modificata e distorta di Vinci che ripete insistentemente la frase tanto enigmatica quanto allusiva della prima opera in mostra, che accompagna come un\u2019eco il visitatore lungo il percorso espositivo: \u201cEcco una terra non ancora colonizzata dal potere\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella corporeit\u00e0 disorganica, amplificata e interrotta del \u201ccorpo elettrico\u201d i sensi vengono impiegati in nuovo modo: alcuni acquisiscono un ruolo secondario, altri diventano invece delicatissimi e ultra fini. La vista \u00e8 oscurata, il soggetto \u00e8 cieco, ma ha le orecchie ben tese ai rumori esterni, le mani pronte a percepire il contatto e recepire le strette dell\u2019altro, i piedi nudi e liberi, ben saldi a terra, sul suolo freddo. Il corpo freme, trema, vibra, soffre a causa del peso della struttura che sostiene. Lo stesso resiste, si rafforza, si carica grazie alle persone che interagiscono con esso e gli trasmettono energia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vinci sceglie, proprio in occasione del finissage della sua mostra personale al MANN, di recuperare e riflettere sul senso della frase simbolica che ha deciso di collocare all\u2019inizio del percorso espositivo e che corre lungo il tappeto rosso. Lo fa in maniera non didascalica, ma attraverso una performance partecipativa dove \u00e8 presente anche la musica, elemento fondamentale per interpretare e comprendere la sua ricerca. L\u2019enigmatica \u201cTerra non ancora colonizzata dal potere\u201d del verso pasoliniano \u00e8 dunque il corpo. Questo per il poeta rappresenta ancora una zona franca, un\u2019area di sperimentazione libera. In qualche modo la frase porta a ripercorre, una ad una, le opere presenti in mostra che, oltre a recuperare simbologie di vario genere e provenienza &#8211; tra cui la simbologia musicale, essere opere site specific che dialogano con lo spazio museale e con la citt\u00e0 di Napoli, e inserirsi nella ricerca dell\u2019artista sul Multinaturalismo, sono innanzitutto lavori che parlano del corpo, che stravolgono e reinterpretano le modalit\u00e0 di percezione dello stesso e che invocano la sua emancipazione. Cos\u00ec, ne <em>La Torre del Tempo, <\/em>i corpi disegnati fluttuano sul foglio bianco, sono inconsistenti e impalpabili, ma si riferiscono a eventi di cronaca realmente accaduti o ritraggono persone care all\u2019artista. Nel busto nero de <em>Il Gioco della Deriva<\/em>, invece, il corpo \u00e8 trasformato, sta subendo un processo di metamorfosi dall\u2019umano al vegetale che supera l\u2019idea di identit\u00e0 del soggetto, qui non pi\u00f9 riconoscibile. E, infine, nell\u2019unica fotografia tra le opere di <em>P.P.P. POSSIBILE POLITICA PUBBLICA <\/em>\u00e8 rappresentato un braccio nudo, teso verso l\u2019alto, coperto da un innesto bianco e artificiale, una scultura in lattice realizzata dall\u2019artista che ha la forma di un\u2019ala. Il resto del corpo non si vede, ma lo si immagina. Il riferimento chiaro \u00e8 al volo, all\u2019atto di Icaro che sfida la gravit\u00e0 e fa ci\u00f2 che il corpo umano, in condizioni di normalit\u00e0, non \u00e8 in grado di fare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il \u201ccorpo elettrico\u201d \u00e8 dunque un corpo esteso, un corpo non semplicemente naturale ma ibrido, che accoglie protesi e innesti eterogenei, sia naturali che artificiali, che mette in discussione il concetto d\u2019identit\u00e0, che si spinge oltre i limiti e le potenzialit\u00e0 fisiche umane e che \u00e8 sottoposto a mutazioni. Una \u201cTerra\u201d libera e incorrotta che, nelle peculiarit\u00e0 ed eccezionalit\u00e0 descritte, non potrebbe esistere e resistere al peso e alla fatica senza la presenza e il sostegno dell<em>\u2019altro<\/em>.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Lara Gaeta<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":6495,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[183],"tags":[],"class_list":["post-6490","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-journal"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-04-11 09:11:26","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6490","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6490"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6490\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6499,"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6490\/revisions\/6499"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6495"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6490"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6490"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6490"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}