{"id":2384,"date":"2019-12-12T08:49:03","date_gmt":"2019-12-12T08:49:03","guid":{"rendered":"https:\/\/aa29.it\/?p=2384"},"modified":"2019-12-12T09:04:10","modified_gmt":"2019-12-12T09:04:10","slug":"anticipazioni-i-varchi-del-poi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/aa29.it\/en\/journal\/anticipazioni-i-varchi-del-poi\/","title":{"rendered":"Anticipazioni: I varchi del poi"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_animation=&#8221;none&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column][vc_single_image image=&#8221;697&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_animation=&#8221;none&#8221; css_animation=&#8221;&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1573153216710{margin-top: 45px !important;}&#8221;][vc_column][vc_row_inner row_type=&#8221;row&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; use_row_as_full_screen_section_slide=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1573153222852{margin-top: 25px !important;}&#8221;][vc_column_inner width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]<a href=\"\/aa29\/journal\" target=\"_self\" data-hover-background-color='#121212' data-hover-border-color='#121212' data-hover-color='#ffffff' class=\"qbutton  small move_icon qbutton_with_icon\" style=\"color: #121212; border-color: #121212; background-color: #ffffff;\">Torna a Journal<i class=\"qode_icon_font_awesome fa fa-chevron-left button_icon\" style=\"\" ><\/i><\/a>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h1>Anticipazioni: I varchi del poi<\/h1>\n<p>di Leonardo Caffo[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1576140798661{margin-top: 22px !important;}&#8221;]<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: right;\"><em><span class=\"s1\">\u201cHai avuto [anche troppo] tempo per dormire\u201d<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: right;\"><span class=\"s1\">Il libro tibetano dei morti<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">L\u2019arte del possibile. No: perch\u00e9 se \u00e8 arte \u00e8 gi\u00e0 \u201cil possibile\u201d e tutto ci\u00f2 che \u00e8 possibile, e dunque non realizzato ma realizzabile, \u00e8 gi\u00e0 in un qualche senso artistico. Artistico perch\u00e9 arte \u00e8 anticipazione di strutture ancora non realizzate, ovvero produzione di varchi: un giorno il mondo potrebbe essere cos\u00ec, talvolta dovrebbe, in casi pi\u00f9 inesorabili addirittura sar\u00e0. L\u2019arte dunque \u00e8 un performativo. In principio era la modalit\u00e0, in principio con Aristotele ovviamente: il possibile non \u00e8 necessario, ma sopratutto non \u00e8 contingente \u2013 qualcosa che c\u2019\u00e8, adesso e qui, ma che potrebbe non esserci. E certo: non \u00e8 neanche impossibile, ovvero \u00e8 una spinta (non lo vedete che c\u2019\u00e8 una direzione non ancora intrapresa?). Il contemporaneo non esiste perch\u00e9 il tempo passa, ci\u00f2 che \u00e8 di oggi sar\u00e0 di ieri.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ci\u00f2 che esiste \u00e8 l\u2019attuale, l\u2019istante che dimostra, che non passa perch\u00e9 non appartiene al passato ed \u00e8 \u201cpresente\u201d. Presente perch\u00e9 \u00e8 un regalo (\u201cpresent\u201d, infatti) a coloro che hanno la possibilit\u00e0 di starci, di esserci, di pensarci, di dire. L\u2019arte contemporanea in realt\u00e0 \u00e8 attuale: racconta di un presente in cui ancora non c\u2019era qualcosa, ma dove comunque questo qualcosa veniva richiamato (portato a s\u00e9). E cos\u00ec che inizia una storia di squarci nelle tele, di buchi, di riempimenti e di contorni: questa \u00e8 la storia dei bordi ancora da riempire. Questa, pi\u00f9 semplicemente, \u00e8 la storia. Non che l\u2019arte vada definita: l\u2019ontologia, paradossalmente non c\u2019entra, altrimenti il nuovo, la spinta di cui dicevo, sarebbe invece il precluso (no, questo non lo puoi fare \u2013 direbbero \u201cloro\u201d). In questa epoca di iperproduzione (che brutto termine, sembriamo al mercato) come si manifesta l\u2019arte? Cosa rende noto a chi osserva che osserva un varco? La risposta, complicata, \u00e8 questa (il catalogo \u00e8 questo, direbbe qualcuno): quando l\u2019attuale si allarga, aumenta la sua estensione semantica, diventa eterno \u2013 \u201cvive eterno\u201d, diceva Wittgenstein, \u201csolo colui che vive nel presente\u201d. Parafrasi: quando il varco trasforma il \u201cpoi\u201d in \u201cnon poi\u201d e allora vivi anche vite che non sono le tue (le vite degli animali, per esempio: che ne \u00e8 delle vite non parlanti?). Il mondo diventa pi\u00f9 grande, vedi le crisi ecologiche e le umanit\u00e0 del futuro, vedi un nuovo rapporto con l\u2019alterit\u00e0 o con l\u2019inconscio, intuisci i parametri di una forma di vita che vive nel corpo esteso di quella che chiamiamo \u201cspecie\u201d dove il tutto \u00e8 sempre superiore alla somma delle parti (ancora, ancora una volta, Aristotele). Non importa, o almeno non pi\u00f9, un\u2019arte dell\u2019ornamento: importa, o almeno per ci\u00f2 che comporta, un\u2019arte delle percezioni intellettuali e non pi\u00f9 visive (o sensoriali in genere, non formalizziamoci). Attraverso i varchi, questi che possiamo chiamare \u201cvarchi del poi\u201d, devo poter vedere l\u2019eterno e capire. Capire cosa? Che la vita \u00e8 una staffetta, che la nostra (di vita) \u00e8 un segnaposto, e che l\u2019obiettivo \u00e8 sempre e comunque pi\u00f9 grande: al di l\u00e0 delle parole e delle ragioni del momento c\u2019\u00e8 un sentiero, l\u2019arte deve aspettarci laggi\u00f9. \u00c8 il sentiero dell\u2019unione dove la nostra mente superficiale ha diviso, \u00e8 il sentiero del soggettile (come lo chiamava Derrida attraverso Artaud), ovvero di ci\u00f2 che sta nel tra delle cose: il supporto, l\u2019invisibile ma presente, il silenzio che intervalla i nostri \u201cbla bla\u201d che ci servono per sopravvivere. Si nasce urlando, si muore in silenzio: perch\u00e9? Perch\u00e9 per prepararsi al superiore i mistici tacciono? Perch\u00e9 il senso della vita, delle cose tutte, si comprende allo svanire delle sue possibilit\u00e0 di formulazione? Semplice: perch\u00e9 oltre i limiti del linguaggio si arriva ai limiti del mondo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Essere artisti significa essere in possesso dell\u2019eterno: una misteriosa combinazione di fattori consente di situarsi nella mente di Dio, di annullare le convenzioni temporali, e infine di anticipare. Anticipazionismo, cos\u00ec mi piace chiamarlo, \u00e8 guidare chi osserva verso un destino cosciente. Anticipare significa piegare lo spazio-tempo. In questa prospettiva l\u2019arte diventa la verifica della filosofia ma anche, pi\u00f9 importante e decisivo, la verifica della vita. Per questo l\u2019artista \u00e8 una forma di vita del tutto specifica che \u00e8 impossibile scindere dal suo lavoro: il significato dell\u2019artista coincide con il suo uso. Ho visto attraverso le cose, ci sono passato nel mezzo, ho avuto il privilegio di varcare l\u2019oggi per il poi: in questo modo mi sono sentito ogni cosa, tutti i nomi della storia di Nietzsche non mi sono pi\u00f9 sembrati i deliri di un matto, ho capito che a turno sono stato immigrato e colonizzatore, razzista e razziato, macellato e mangiato, femminile e maschile. Ho capito che la soluzione \u00e8 la congiunzione e mai la disgiunzione: che l\u2019arte \u00e8 ci\u00f2 che permette all\u2019umanit\u00e0, con innumerevoli di sforzi, di divenire animale e di godere del \u201cloro\u201d privilegio. Il privilegio dei privilegi, ovvero il meta-privilegio, che \u00e8 la presenza a se stessi. \u201cHo\u201d, avevo detto, ma avrei dovuto dire \u201cabbiamo\u201d, perch\u00e9 il varco se tiene \u00e8 anche un varco sull\u2019io. \u201cAbbiamo\u201d, ho cercato di sistemare il tiro, ma non avrei dovuto dire nulla: perch\u00e9 il varco, se tiene nel suo dopo, \u00e8 anche un varco sui limiti dell\u2019espressivo. Un testo, per un contesto artistico, del resto \u00e8 gi\u00e0 un controsenso: dove arriva l\u2019occhio non arriva la mente (le \u201cillusioni ottiche\u201d, cos\u00ec le chiamiamo, sono in realt\u00e0 un manifesto al fallimento della ragione). Il possibile non \u00e8 il probabile, perch\u00e9 il possibile stupisce e non ha attese: ti sorprende, arriva da dietro, non chiede il permesso (non bussa, non fa \u201ctoc toc\u201d). Se sapete guardare gli interstizi, pur stretti, che qui (qui dove?) vi si aprono tutto vi sembrer\u00e0 lieve: rapido scorre il tempo dell\u2019uomo, rapida la sua parabola, rapide le sue preoccupazioni, rapidissima la sua permanenza. Apri gli occhi, poi li chiudi, nel mezzo esisti: per continuare a guardare ti devi estendere, ovvero distendere sul tempo considerandolo uno spazio.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">E non lo vedi, adesso dico, che il futuro si osserva al contrario?<\/span><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Leonardo Caffo<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":829,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[183],"tags":[],"class_list":["post-2384","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-journal"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-04-11 07:12:51","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2384","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2384"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2384\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2390,"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2384\/revisions\/2390"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/829"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2384"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2384"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/aa29.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2384"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}